Le aziende polacche, appartenenti a settori finanziari e industriali, nel 2009 hanno mostrato un buon andamento nonostante gli effetti della crisi mondiale sulle attività domestiche e internazionali. Sebbene, infatti, i profitti siano diminuiti nei settori industriali e il rischio sia aumentato in quelli finanziari, tuttavia gli indicatori economici suggeriscono una posizione solida per le aziende polacche che hanno pututo beneficiare di una serie di strumenti pubblici per assicurarsi un continuo flusso di cassa. La percentuale di pagamenti in ritardo è stata moderata agli inizi del 2009 e anche dopo non sono stati registrati peggioramenti nelle performance di pagamento.
Alla fine del 2008, nel momento peggiore della crisi globale, la redditività netta del volume d'affari per le aziende polacche appartenenti ai settori non finanziari aveva raggiunto un invidiabile 3,3% (3,5% per i settori indusitriali). Sebbene questi valori fossero caduti bruscamente rispetto al 2007 (anno in cui le aziende avevano il 5,1% di redditività e quelle industriali il 6,1%), tuttavia l'elevato livello di profitti raggiunti prima dell'avvento della crisi mondiale ha fornito alle aziende un cuscinetto per resistere alla caduta della domanda durante lo scorso anno. Anche i settori finanziari, nonostante l'aumento del rischio dovuto alla crisi globale, hanno avuto un buon andamento ad inizio 2009. Infatti, a fine 2008, gli indicatori di adeguatezza del capitale erano superiori ai minimi raccomandati da Bank for International Settlements (BIS) e la percentuale di crediti non performanti sui crediti totali era davvero molto bassa (4,4%). La Borsa di Varsavia (Warsaw Stock Exchange) ha iniziato ad operare nel 1991 e da allora è sempre stata una delle borse più performanti dell'Europa Centrale, anche grazie alle forti prospettive di crescita economica. Durante la prima metà del 2009 la borsa di Varsavia ha continuato ad essere una delle più solide con il più alto numero di offerte iniziali pubbliche.
Credit Risk
Il rischio di credito è aumentato a causa dell'impatto della crisi globale sulla domanda che ha inciso sulle aziende polacche e sui loro costi finanziari. Il rischio, tuttavia, è stato mitigato da due fattori:
- dall'alta profittabilità delle aziende prima della crisi
- dalle misure del Governo, caldeggiate dalla Banca Mondiale, per assicurare un continuo flusso di crediti alle piccole e medie imprese.
Il risultato per le aziende polacche nel primo quadrimestre dello scorso anno è stato quindi positivo.
Esperienze di pagamento
La
legge del 2004 sui ritardi nei pagamenti ha imposto termini molto duri sui contratti commerciali: per ogni pagamento effettuato dopo più di 30 giorni dalla consegna del bene o del servizio il creditore può chiedere interessi legali pari al tasso annuale, cioè 12,25%. Inoltre, se all'interno di un contratto commerciale è stata inserita una data di scadenza per il pagamento e il debitore, alla sopraggiunta data, non effettua il pagamento, allora il creditore ha il diritto di richiedere anche un interesse moratorio pari a 13,50%. Questa legge
ha migliorato anche le performance di pagamento oltreconfine delle aziende polacche. Nel primo quadrimestre del 2009 solo il 22,6% dei pagamenti eccedeva i 30 giorni di ritardo. La legge ha, quindi, spostato i termini di pagamento tradizionali usati in Polonia da una media di 90-120 giorni (nel 2003) ad un massimo di 60 giorni (2009). D&B suggerisce di usare sempre la lettera di credito per la stipula di nuovi contratti.