L'inzio del 2009 ha significato per il Giappone un peggioramento del rating e un fallimento della previsione economica sulla crescita del PIL. La minaccia più forte è stata rappresentata non tanto dal settore finanziario, ma da una potente ondata negativa che ha visto le esportazioni cadere rovinosamente a inizio anno, per poi riprendersi solo di poco. La scena politica del Giappone è cambiata radicalmente lo scorso anno a causa della vittoria elettorale del Partito Democratico (DPJ) che ha significato la prima volta in cui una opposizione ha preso il potere con una così forte maggioranza.
Fattori di rischio positivi
- Il settore bancario non ha risentito così tanto della crisi come nel resto d'Europa e degli Stati Uniti
- La ristrutturazione aziendale ha permesso di ridurre il grado di indebitamento da parte delle aziende
- La maggior parte del debito nazionale è legato ad investitori pubblici, inclusi il settore pubblico e le istituzioni, e per questo è legato alla valuta locale
- Non ci sono problemi di liquidità
Fattori di rischio negativi
- Gli investimenti sono crollati ed è altamente improbabile che si riprendano nei prossimi 15 mesi. A fine 2010 gli investimenti privati termineranno e rimaranno in questa fase di declino per almeno 4 anni, così come i pubblici si assesteranno per almeno 10 anni
- I consumi privati sono sotto una continua pressione ed è probabile che la disoccupazione continui a crescere superando il livello storico raggiunto a luglio 2009 (5.7%)
- Lo yen, la valuta locale, si è rafforzato attraverso il fallimento di alcune scommesse speculative pagate in yen e questo ha gravemente compromesso la capacità degli esportatori di essere competitivi finendo per far pesare molto la recessione globale sui giapponesi
- L'indebitamento del governo sta aumentando rapidamente così come i suoi costi di manutenzione. Il deficit fiscale sarà il 9,5% del PIL sia nel 209, che nei prossimi 2 anni
- L'invecchiamento della popolazione giapponese sta già causando la richiesta di fallimento in molti settori e potrebbe incidere sugli sforzi del governo in alcuni settori come quello della sanità e dei servizi sociali
RISCHIO DI CREDITO
Il rischio di credito in Giappone, giudicando dai dati sulla bancarotta, è peggiorato a partire dal 2006, ma soprattutto a metà 2008, quando è iniziato il vero deterioramento. Nella prima metà del 2009 il rischio di bancarotta, sebbene molto più basso in Giappone che negli Stati Uniti, è aumentato, così come il numero di aziende che sono ricorse a strumenti legali per proteggersi dai creditori. Tuttavia i settori più esposti al rischio di bancarotta sono stati quello manifatturiero (38,3%), immobiliare (41,6%), dei trasporti e della comunicazione (33,8%) . Tra le cause troviamo le implicazioni derivanti a partire dal 2008 dall'incremento del prezzo della benzina e la caduta della domanda straniera di prodotti manifatturieri ad inizio 2009 che ha colpito soprattutto i piccoli fornitori. Infatti, nonostante nei mesi di luglio e agosto 2009 non ci siano stati dei fallimenti, tuttavia non è avvenuta una inversione del trend. Le regioni più colpite sono Kanto e Kansai e tutte quelle più centrali nelle quali l'ondata negativa è in crescita. Uno dei casi di maggior rilievo è stato Japan Airlines che ha perso nel 2° quadrimestre più di 1 miliardo di dollari tanto da dover ricorrere, nel mese di settembre, agli aiuti pubblici per la quarta volta nell'ultimo decennio.
Le piccole aziende, invece, dovrebbero migliorare nella gestione del rischio grazie a programmi del governo che dovrebbero aiutare anche tutti i new business concentrati soprattutto nelle attività di costruzione di strade e dighe.
ESPERIENZE DI PAGAMENTO
Il mercato Giapponese è ancora oggi quelle che paga più velocemente nell'area asiatica-pacifica: il 78,6% delle transazioni sono pagate in maniera puntuale e solo il 17,8% dei pagamenti subisce un ritardo di 30 o più giorni. Questa regolarità è rimasta costante nonostante il rafforzamento dello yen tra 2008 e 2009 che avrebbe dovuto disincentivare i pagamenti puntuali: gli indicatori D&B, invece, confermano che anche il 2010 dovrebbe rivelarsi un buon anno per i pagamenti giapponesi. Se, infatti, gli importatori giapponesi saranno in grado di farcela con un mercato così sfavorevole allora anche le condizioni di pagamento è probabile che rimangano stabili. Tuttavia considerando la situazione attuale del mercato D&B suggerisce l'uso delle lettere di credito, in quanto il semplice addebito su conto corrente risulta una condizione di pagamento troppo generosa.
